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Convegni ed eventiConfindustria Venezia Giulia - Assemblea Annuale - 16 giugno 2016 - Atti

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Relazione del Presidente di Confindustria Venezia Giulia

Ing. Sergio Razeto

Ci troviamo oggi ad onorare il consueto appuntamento annuale dell’Assemblea interna.

L’appuntamento odierno, per me e credo e spero per tutti Voi, ha un valore diverso dal solito: faremo il punto al termine del primo vero anno dall’unificazione delle nostre strutture provinciali.

Come ho ripetuto più volte, non è stato un percorso semplice, abbiamo ancora problemi da superare, ma ne è valsa la pena.

Abbiamo dato un segnale concreto che l’economia, anche nelle sue organizzazioni di rappresentanza, è in grado di superare campanili e sterili divisioni, se mette in risalto l’obiettivo che ci diamo nelle nostre aziende: quello della crescita dimensionale e della razionalizzazione delle attività.

Ci sarebbero molte considerazioni da fare, ma mi sono posto l’obiettivo della sintesi e di focalizzare l’intervento sugli argomenti di profilo operativo che hanno caratterizzato quest’anno di attività e sulle azioni che abbiamo in cantiere per l’immediato futuro.

Il mio, ma ritengo di poter dire il nostro obiettivo, è quello di rilanciare e meglio qualificare la presenza del settore manifatturiero e di quello dei servizi nell’area giuliana. Senza creazione di valore non si genera un’economia che possa tenere un punto di equilibrio e, quindi, non c’è territorio che possa ambire ad intraprendere un percorso di crescita.

Ci siamo posti il problema di come rendere meno “ingessato” il nostro modo di rapportarsi verso le imprese.

Abbiamo deciso di superare il modello statutario della stretta suddivisione delle aziende associate in sezioni merceologiche per “cantierare” una nuova modalità di lavoro.

Siamo partiti dalla necessità di riconfigurare i nostri consolidati modelli operativi, nel quadro dell’attuazione degli strumenti di politica industriale previsti dalla “Programmazione Comunitaria 2014 – 2020.

Abbiamo aggregato le imprese attorno alle 5 aree di sviluppo che discendono dalla programmazione europea recepita dalla regione con la strategia di specializzazione intelligente. Le aree sono: agroalimentare, filiere produttive strategiche ( metalmeccanica e sistema casa ), tecnologie marittime, smarth health, cultura creatività e turismo. Questo al fine di agevolare le nostre imprese a partecipare ai bandi del Por Fesr che ricordo, per il periodo di programmazione 2014 – 2020, hanno una dotazione complessiva di risorse pari a circa 150 milioni di euro, esclusivamente destinate alle imprese che operano nell’ambito di una delle 5 aree di specializzazione identificate.

Per le imprese risulta di rilevante importanza valutare l’opportunità/necessità di collaborare ed aggregarsi fra loro per la definizione di ogni progetto, ciò al fine di poter accedere ai criteri di premialità nella concessione dei contributi o di ammissibilità nella presentazione dei progetti.

A tal fine abbiamo dato stringenti indicazioni operative agli uffici per sostenere ed accompagnare le imprese verso la costituzione dei “contratti di rete “ ed abbiamo provveduto, sempre per mettere a disposizione delle imprese un ulteriore opportunità di acquisire dei requisiti di premialità, a sottoscrivere i protocolli di legalità con le Prefetture di Trieste e Gorizia.

Voglio citare, come esempio del percorso che ho descritto poc’anzi, la Rete Biohigtecnet promossa e costituita sotto la regia del Vice Presidente Bravar, che raggruppa oltre 30 imprese del settore che hanno sede in tutta la regione, che ha lo scopo attraverso appunto il “contratto di retre” di mettere in campo collaborazioni e progetti comuni finalizzati allo sviluppo del settore in ambito regionale.

Sempre con questo obiettivo, di fornire alle imprese degli strumenti operativi finalizzati a sviluppare i temi dell’innovazione, della ricerca e della collaborazione fra le aziende, abbiamo deliberato di partecipare, unitamente a Confindustria Udine e Pordenone, al capitale dell’Agenzia per lo sviluppo del distretto industriale della meccanica , il Comet, ed all’Agenzia per la promozione del cluster dell’arredo e del sistema casa.

Abbiamo sottoscritto un protocollo con l’Università di Trieste ed abbiamo aperto un tavolo di lavoro finalizzato a mettere in campo concrete azioni volte ad accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e trasferimento tecnologico secondo i seguenti obiettivi:

Segmento d’azione di rilevante importanza è quello della formazione, nel corso del 2015 abbiamo organizzato 37 eventi formativi a cui hanno partecipato 861 persone e, dai primi dati del 2016, andremo sicuramente ad aumentare il numero delle proposte formative ed anche il numero dei partecipanti.

Abbiamo riservato attenzione al tema dell’alternanza scuola-lavoro, coinvolgendo le scuole in 12 visite aziendali che hanno visto la presenza di 450 studenti.

Non abbiamo trascurato il tema dell’internazionalizzazione, attivando una collaborazione con la società IC&Partners sui temi della consulenza e dei servizi da rendere a condizioni di favore per le imprese associate. IC&Partners è una delle più accreditate società del settore, che opera con propri uffici in 13 paesi ed assicura supporto alle aziende nell’ingresso e nello sviluppo delle loro attività sui mercati esteri.

Sempre seguendo questo profilo d’azione, abbiamo aperto uno “sportello” dedicato ai finanziamenti europei per la predisposizione dei progetti e l’assistenza amministrativa e finanziaria nella gestione degli stessi.

Abbiamo aperto un altro filone operativo: quello della promozione volta a favorire la partecipazione delle imprese e grandi commesse/grandi lavori con il Progetto ITER. Si tratta della costruzione di un reatore sperimentale per la fusione nucleare con a disposizione 16 miliardi di euro di commesse, suddivise in prodotti, trasporti e assemblaggio dell’opera. E con il progetto promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana per 600 milioni di euro, che riserva una parte di queste risorse ai bandi e open call per progetti tecnologici riservati alle Pmi.

Ulteriore argomento su cui stiamo profondendo i nostri sforzi è quello della “governance economica del territorio”.

Caldeggiamo il processo di unificazione dei Consorzi industriali di Gorizia e Monfalcone e stiamo fattivamente collaborando con il Sindaco di Gorizia ed il Presidente dell’Autorità portuale di Trieste per rilanciare, in quest’ambito, anche le funzioni logistiche e retroportuali della Sdag.

Stiamo altresì partecipando, unitamente a Confindustria Pordenone ed all’Autorità portuale di Trieste alla definizione di un progetto che si pone l’obiettivo di costruire un corridoio logistico per spostare volumi di traffico fra l’area industriale del pordenonese e i nostri porti.

In questa fase stiamo anche fattivamente lavorando per accompagnare le imprese a cogliere le opportunità di incentivazione agli investimenti che derivano dal riconoscimento dell’”area di crisi industriale complessa di Trieste”, sono in campo misure di sostegno agli investimenti per complessivi 30 milioni di euro attraverso i bandi di RilanciaImpresa e la call di Invitalia.

Mentre nell’autunno si apriranno i tavoli di lavoro per la “crisi industriale dell’isontino”, in queste aree si applicherà la deroga 107.3.c agli aiuti di stato, quindi una maggiore intensità d’aiuto, rispetto a quella concessa nelle altre aree della regione, per gli investimenti che le imprese metteranno in campo.

Per completare e dare coerenza territoriale a questo quadro, risulta necessario ricostituire un Ente di sviluppo territoriale a Trieste al fine di creare le condizioni per poi giungere alla composizione di un unico Consorzio Industriale che abbia competenze per tutta l’area che ricomprende il territorio di Trieste e Gorizia.

Ciò andrebbe ulteriormente in sintonia con la costituzione di un’unica Autorità portuale che assommi in una unica “governce di sistema” i porti di Trieste e Monfalcone.

Mi riaggancio al tema della portualità, dove i volumi di traffico dello scalo triestino sono in positivo incremento, mentre permettetemi alcune brevi considerazioni sul Porto di Monfalcone. Ho potuto constatare con i miei occhi la situazione di “grave disagio” in cui svolgono il loro lavoro gli operatori di questo scalo marittimo, che riveste una valenza strategica per l’economia del territorio: ritardi nell’escavo, buchi nelle banchine, la scarsa accessibilità ad alcuni ormeggi; sono situazioni che richiedono interventi urgenti e non più differibili per ridare dignità operativa a questo nostro scalo, ed in tal senso continueremo a sollecitare le Istituzioni al fine di superare tutti gli incagli burocratici.

Riteniamo ancora che per contribuire a dare ulteriore centralità al nostro territorio si debba procedere con speditezza all’avvio del polo intermodale dell’Aeroporto di Ronchi dei Legionari.

Parlando di logistica e portualità viene spontaneo rivolgere il pensiero ad un progetto che dovrebbe dare un ulteriore impulso alla crescita complessiva del nostro territorio: mi riferisco al progetto di riutilizzo del Porto Vecchio.

Da sempre siamo convinti che il nuovo utilizzo di quelle aree dismesse possa rappresentare una imperdibile occasione per attrarre ingenti investimenti dall’Italia e dall’estero e fornire nuove opportunità accupazionali. Auspichiamo, ma comunque rimarremo vigli, affinchè l’eventuale mutamento dello scenario politico a Trieste non porti ad un rallentamento nell’iter di recupero della più ampia superficie di water front che attualmente abbiamo in Europa.

Ci stiamo avviando, con i primi adempimenti formali, alla fase costitutiva, che è prevista per l’autunno, dell’unica Camera di Commercio fra Gorizia e Trieste. E’ un percorso che abbiamo sempre caldeggiato e che va nella direzione che abbiamo intrapreso come Confindustria nel nostro processo di unificazione. I criteri di equità nella ripartizione della rappresentanza territoriale all’interno dei costituendi Organi camerali è un principio che abbiamo formalmente sostenuto ed in cui crediamo fermamente: come abbiamo visto anche al nostro interno le fusioni non si fanno utilizzando il “ bilancino del farmacista” ma dando pari dignità alle varie componenti. Lavoreremo altresì per creare le condizioni affinchè il nuovo Ente camerale abbia una presidenza autorevole, rappresentativa e di espressioni confindustriale.

Conclusioni:

Come avrete constatato, e mi avvio a concludere, ho voluto parlare delle cose che abbiamo fatto e dei temi su cui ci siamo impegnati e ci impegneremo nel prossimo futuro, perché il nostro obiettivo è quello di far crescere le nostre aziende, la nostra Associazione ed il peso della nostra “rappresentanza”, solo così ci potremo presentare in maniera forte e coesa , sicuramente propositiva, verso i nostri interlocutori Istituzionali.






Allegati

Assemblea Generale 16 giugno 2016 (file .pdf - 4248Kb)