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Convegni ed eventi“Le reti d'impresa per accelerare lo sviluppo del territorio” 20 gennaio 2017 - Atti

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Si è tenuto questa mattina nella sede di Ronchi dei Legionari di Confindustria Venezia Giulia, l'incontro “Le reti d'impresa per accelerare lo sviluppo del territorio”, organizzato da Confindustria Venezia Giulia, in collaborazione con RetImpresa e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.
L'evento aveva lo scopo di approfondire le opportunità che lo strumento delle reti di impresa rappresentano soprattutto per le PMI e per mostrare, a partire dallo scenario nazionale e da esempi concreti di esperienze di reti di impresa di diversi settori e aree geografiche, le potenzialità di tale aggregazione per migliorare la competitività delle singole aziende, i trend di esportazione e internazionalizzazione, l'efficientamento dei sistemi di approvvigiornamento, produttivi, distributivi, e gestionali.

Introdotto dagli interventi di Sergio Razeto, Presidente di Confindustria Venezia Giulia e di Giuseppe Morandini, Presidente della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, l'incontro ha avuto come cardine iniziale la presentazione di Fulvio D’Alvia, Direttore di RetImpresa, che ha illustrato la più recente analisi nazionale sulle reti d'impresa condotta da RetImpresa, realtà nata in seno a Confindustria nazionale con l'obiettivo di creare condizioni favorevoli per la diffusione e la valorizzazione delle reti d'impresa attraverso il contratto di rete, stimolare l'aggregazione tra le aziende per migliorarne la competitività e contribuire ad accelerare l'innovazione di tutto il tessuto imprenditoriale italiano.
Successivamente si è svolta una tavola rotonda con gli interventi di Marco Sutz in rappresentanza della rete Trieste Refitting System; di Ivano Corsini, in rappresentanza della rete Autebo per la sub fornitura meccanica e meccatronica (BO); di Laura Turri, in rappresentanza della rete Verona Garda Bike; di Diego Bravar, in rappresentanza della rete BioHighTech Net; e di Attilio Bruzzese, per illustrare il caso “Monte Carlo Yachts e la filiera che vorremmo”. Ha moderato i lavori Cristiano Degano, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

Lo scenario nazionale
Fulvio D'Alvia ha sottolineato come il panorama aziendale italiano sia fatto per il 95,1% di micro imprese (con meno di 10 addetti), per il 4,3% di aziende piccole (11-49 addetti) e solo per lo 0,5% e 0,1% da medie (50-250) e grandi imprese (oltre 250 addetti). Si tratta di un contesto su cui lo strumento delle “reti di impresa” può giocare quindi un ruolo strategico, permettendo alle aziende di aggregarsi secondo le loro specifiche esigenze, e non rispondendo per forza a logiche di vicinanza territoriale o di specificità monosettoriale, come è accaduto nei distretti. La spinta ai contatti di rete può essere la necessità di fare massa critica per programmi di crescita e per fare cose che da soli non si riuscirebbe a fare, come pure per aggredire mercati esteri, per mantenere la propria autonomia di governance e al contempo dotarsi di una struttura più grande ma sempre semplice e per avere maggior peso nei confronti di altri soggetti. D'Alvia ha poi fatto notare come nel 2010, primo anno di attività di RetImpresa, a livello italiano ci fossero solo 10 reti di imprese, mentre a gennaio 2017 si registrano 3.320 reti che coinvolgono 16.893 aziende, in ulteriore crescita rispetto al dato dei primi giorni di dicembre 2016 che contava: 3.243 reti per 16.587 imprese (+77 contratti di rete in un solo mese). Il fenomeno riguarda complessivamente 340.000 lavoratori, con un fatturato aggregato di 86 miliardi di euro, corrispondente a un valore aggiunto di 19 miliardi di euro.
L'area più ricca di reti è il Nord d'Italia (37,6%), seguita dal Sud (18,6%) e dal Centro (16,7%). La regione con più reti è la Lombardia (2259), seguita da Emilia, Toscana, Lazio e Veneto.
Guardando la composizione delle reti, già quasi il 30% è fatto di realtà provenienti da regioni diverse.
In media una rete è composta da 5 aziende (46,90% del totale) seguita da aggregazioni fino a 9 soggetti (42,3%), solo il 10,8% delle reti raggruppa oltre 10 imprese.
Caratteristica comune alle aziende che si aggregano in rete è essere di per sé: più produttive, efficienti, interconnesse, orientate all'estero e innovatrici delle altre.
L'84% delle reti è multisettoriale, perchè si valuta che la copresenza di aziende di aree diverse sia la chiave del completamento dell'offerta e dunque dell'aumento della competitività. Il 64% dei retisti afferma di essersi aggregato per innovare e il 59% per meglio affrontare i mercati esteri.

Il Friuli Venezia Giulia si colloca al 9° posto nazionale con oltre 700 imprese che hanno sottoscritto contratti di rete: più del Piemonte e delle Marche ma meno della metà dell’Emilia Romagna. Le reti sono così distribuite: 340 in provincia di Udine, 185 in quella di Pordenone, 125 in quella di Trieste e 107 a Gorizia.


La rete Bio High Tech
L'ambito, del BioHighTech che riunisce i comparti Biomedicale, Biotecnologico e Bioinformatico, cui afferiscono aziende, università, enti di ricerca e il sistema socio-sanitario, in FVG vanta numeri di tutto rispetto: oltre 150 aziende, alcune in fase di start-up altre con storie industriali importanti e consolidate nei settori tradizionali della Sanità, Sociale, Domotica, Chimico, Farmaceutico, Cosmetico, Agroalimentare e Ambientale; 5000 addetti; un fatturato di oltre 700 Milioni di Euro; un mercato di riferimento di respiro internazionale, che, nonostante la crisi, ha visto una crescita costante e significativa nel corso degli ultimi anni. Crescita che si è consolidata anche grazie alle sinergie createsi tra le imprese e le Università, gli Enti di Ricerca, il Sistema Socio Sanitario e i centri di Trasferimento Tecnologico presenti in regione, che da tempo operano a livello di eccellenza, e che si vuole implementare ulteriormente.
La BioHighTech Net è la prima rete d'impresa regionale tra aziende attive nello Smart Health, nata il 29 febbraio 2016 con l'obiettivo di stimolare la collaborazione tra realtà imprenditoriali; di coordinare le reciproche attività di ricerca, progettazione, esecuzione e brevettazione di idee innovative; di costituire nuove relazioni/reti commerciali nazionali e internazionali; di accrescere individualmente e collettivamente la capacità innovativa e la competitività sul mercato dei propri prodotti/servizi; di facilitare l'accesso a fonti di finanziamento regionali, nazionali e comunitarie. Un progetto che coinvolge 34 imprese di dimensioni e capacità produttiva differenti (per il 76% micro aziende), che mettendo a sistema conoscenze e competenze, vuole contribuire allo sviluppo, all'innovazione e alla competitività delle realtà aderenti e più in generale dell'intero settore.
Il programma di BioHighTech Net prevede: esercitare attività di ricerca e sviluppo industriale anche partecipando a bandi di ricerca e sviluppo del settore; progettare e realizzare iniziative di informazione, formazione e servizi di marketing attraverso la realizzazione del portale BioHighTech Net; promuovere le attività delle imprese aderenti alla rete, agevolando l'accesso a tutti i servizi utili per lo svolgimento delle proprie attività; assistere l'avvio delle start-up del settore e l’ampliamento delle attività delle imprese aderenti attraverso la ricerca di soluzioni finanziarie e logistiche.

Trieste Refitting System
Si tratta di una rete di 5 imprese (Cartubi, Meccano, Ocean, Quaiat e Zinelli&Perizzi) attive in varie fasi del settore della restauro, riqualificazione e modifica di yacht di prestigio. Mette a sistema realtà di Trieste, con strutture, dimensioni e ruoli diversi, che voluto aggregarsi per: condividere i costi promozionali, migliorare le loro capacità di marketing, offrire un servizio completo a 360°, allargare la rete di contatti e mettere insieme delle nicchie di eccellenza, ampliando i livelli di innovazione e competitività delle singole realtà.
La rete genera un valore aggregato di 5 milioni di euro e impiega una forza lavoro di 120 persone e può vantare tra i primi lavori, il refitting del mega yacht Chopi Chopi, imbarcazione della lunghezza di 80 metri, di proprietà di Taha Mikati, magnate libanese fratello dell’ex premier Najib, che ha visto la realizzazione sulla struttura preesistente di una grande palestra e addirittura di un eliporto.
Il settore in cui la rete si muove conta un giro d'affari in grade crescita, che lascia notevoli margini di guadagno.

Autebo
Autebo (Automation Technologies Bologna) nasce da un’aggregazione di 13 aziende, compatibili per filiera e per settore di mercato, situate tra Bologna e Modena, che ha l’obiettivo di diventare l’interlocutore principale per la subfornitura meccanica e meccatronica.
L'aggregazione ha dato vita alla prima rete italiana di “Industria 4.0”, e sta generando una nuova realtà capace di ridurre le problematiche di progettazione e produzione fornendo ai clienti un unico interlocutore, integrando flessibilità, competenza e competitività.
Il programma della rete è stato da subito orientato a far collaborare le aziende aderenti in forme e in ambiti predeterminati attinenti alle proprie attività; a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica; e a esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.
Per il futuro la rete punta a diventare sempre più il primo riferimento per i clienti, integrando ulteriormente le attività portate avanti al momento dalle singole aziende.

Verona Garda Bike
Verona Garda Bike è una delle prime reti sul territorio veronese e nasce nel 2012 su iniziativa di nove aziende veronesi, con il supporto di Confindustria Verona attraverso il Consorzio Coverfil, la collaborazione della Provincia di Verona, degli enti locali interessati, delle associazioni di categoria e della Camera di Commercio. con un obiettivo comune: il sostegno e la promozione del cicloturismo sulle sponde del Lago di Garda
Assiema realtà di settori diversi: Europlan (tour operator per l'incoming turistico), Parc Hotels Italia (hotellerie), il Museo Nicolis (museo dedicato agli autoveicoli d'epoca), Masi Agricola (vinicoltori), Turri Fratelli Srl (oleificio), Parco Natura Viva, Gardaland, Parco Giardino Sigurtà e Parco Acquatico Cavour.
La Rete si pone come obiettivi la promozione dell'utilizzo della bicicletta e della mobilità alternativa, la diffusione della cultura dell'uso sostenibile del territorio e l’incremento del turismo durante tutto l’arco dell’anno.
Il territorio veronese e gardesano, con la propria ricchezza di risorse artistiche, culturali, turistiche ed enogastronomiche, rappresenta un luogo che si presta ad essere scoperto in bicicletta.
La Rete interviene così nella valorizzazione dei percorsi ed itinerari ciclabili attraverso la diffusione di cartine, app tematiche e la sponsorizzazione di eventi e iniziative che promuovano la visibilità del territorio e la sensibilizzazione di quanti operano in questo contesto sull’importanza del cicloturismo come fonte di sviluppo economico.
Grazie alla rete, le singole realtà partner hanno visto l'incremento del numero di visitatori e hanno contribuito più in generale all'aumento dei turisti della zona.
Grazie alla rete sono stati realizzati ulteriori percorsi di cicloturismo, rispetto a quello già esistenti, coinvolgendo anche Bianchi, noto marchio di biciclette, e prevedendo l'installazione di colonnine per la ricarica delle batterie delle bici assistite, che consentono anche ai meno sportivi e agli anziani di affrontare con agio i percorsi in salita.


Monte Carlo Yachts e la filiera che vorremmo
Monte Carlo Yachts nasce come progetto totalmente italiano del gruppo internazionale Bénéteau, leader mondiale nella produzione di barche a vela, per dedicarsi agli yacht di lusso, e realizzare il meglio della creatività e artigianalità italiana.
Una realtà che ha visto un costante incremento del numero di addetti - 5 nel 2008/9, 10 nel 2010 fino a oltre 400 nel 2016 – tutti operanti nella sede di Monfalcone, dove viene realizzata ogni fase del business – dall'ideazione del concept, alla progettazione, alla prototipazione, alla costruzione, … .
Anche la gamma dei prodotti è via via cresciuta, manetenendo sempre la più alta attenzione alla qualità.
Per poter crescere ulteriormente in futuro, Monte Carlo Yachts sta guardando alla creazione di una filiera più stretta, con cui condividere un business plan complessivo a cinque anni, contentente obiettivi comuni, opportunità ma anche rischi.

Allegati

06BRAVAR Reti d'Impresa_20.01.17 (file .pdf - 3981Kb)
05Presentazione Verona Garda Bike (file .pdf - 8341Kb)
03Presentazione Corsini 20_1_2017 (file .pdf - 629Kb)
02TRF confindustria 20 01 2017 (file .pdf - 759Kb)
01Trieste_20_1_2017__D'Alvia (file .pdf - 1715Kb)