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Convegni ed eventiAssemblea Pubblica del Gruppo Giovani Imprenditori - La "Via della Seta"

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La nuova “via della Seta”, il suo senso per le prospettive dello sviluppo economico in Europa, Italia e in FVG sono stati al centro dell'incontro “La via della Seta” promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Venezia Giulia, che si è svolto questa sera, cui sono intervenuti Massimo Gaiani, Direttore Generale per la mondializzazione e le questioni globali del Ministero dello Sviluppo Economico, Zeno D'Agostino, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e Presidente di Assoporti e Sergio Bolzonello, Vicepresidente e assessore alle attività produttive, turismo e cooperazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Ha moderato i lavori: Alfonso Di Leva, Responsabile Ansa Friuli Venezia Giulia. L'incontro è stato aperto da Sergio Razeto, Presidente di Confindustria Venezia Giulia e introdotto dal Presidente uscente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Venezia Giulia. Carlo Ranalletta Felluga, che ha tracciato un bilancio del suo mandato, facendo i migliori auguri al nuovo Presidente del Gruppo, Michele Da Col.

Dopo la panoramica proposta da Carlo Ranalletta Felluga, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Venezia Giulia, sul progetto cinese “One Belt One Road” che prevede grandi realizzazioni infrastrutturali in Asia e nel resto del percorso per giungere in Europa - strade, ferrovie e porti, condotte per il trasporto di gas e petrolio, per un ammontare di circa 1 trilione di dollari – il Direttore Generale Gaiani ha sottolineato come la strategia italiana di fronte a questo progetto debba essere incentrata su Trieste e l'Alto Adriatico. I piani del Governo cinese sono molto concreti e partono dalla volontà di dare uno sviluppo a tutta la Cina, comprese le aree decentrate, dall'intento di far salire il livello tecnologico di tutte le aziende, creando occasioni perché possano generare maggiore valore, oltre che dall'obiettivo più generale di creare nuovi sbocchi produttivi per tutti i prodotti cinesi. Di fronte ad essi tutta l'Europa dovrebbe mostrarsi unita e “giocare dalla stessa parte” e non prestarsi al tentativo cinese di interagire prima con i 16 paesi Centro Orientali, più inclini a cedere. In questo contesto, l'Italia con il nuovo piano per la portualità e la logistica ha finalmente mostrato una proposizione chiara e unitaria. Il nostro Paese potrà avere successo se si presentarà ai cinesi con continuità , concretezza e coralità.

Zeno D'Agostino, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, ha evidenziato come i cinesi abbiano una visione chiara e altrettanto deve avere l'Italia tutta, altrimenti il rischio è di essere solo comparse in un film in cui i cinesi hanno il ruolo di registi e di attori protagonisti. Ciò significa avere il coraggio di dichiarare ai cinesi chiaramente le nostre idee, come fecero Marco Polo e altri italiani che si distinsero nella storica “via della Seta”. E significa avere il coraggio di segnalare anche le loro scelte sbagliate, dettate solo da una pianificazione trasportistica ma non da una visione culturale e storica come quella di investire sul porto del Pireo 3,5 Miliardi di Dollari senza prevedere che da lì i collegamenti con l'Europa si sarebbero bloccati non a causa di problemi burocratici ma dell'endemica criticità dei paesi balcanici, da sempre teatro di scintille. D'Agostino ha poi aggiunto che l'Italia deve quindi ritrovare un maggiore orgoglio e il suo sistema portuale complessivo debba proseguire, nell'ambito di quanto già positivamente portato avanti dal Governo, con il presentarsi agli investitori cinesi in maniera unitaria.

Sergio Bolzonello, Vicepresidente e assessore alle attività produttive, turismo e cooperazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha concordato con il Presidente D'Agostino aggiungendo che certamente il Friuli Venezia Giulia non può e non deve, come peraltro ogni regione italiana, presentarsi da solo difronte alle sfide internazionali connesse alla “via della seta” e non solo. Serve sempre di più una logica di sistema, di fronte a un progetto che riguarda be 65 paesi , 4,4 miliardi di persone (66% della popolazione mondiale) che rappresenta il 29% della produzione mondiale. A livello FVG ciò significa che tutta la regione devd sfruttare quindi tutti i benefici che il regime di pf può ora garantire al porto di Trieste e alle zone che vi devono fare da retroporto.

D'Agostino ha aggiunto che quello di punto franco non è il solo fattore attrattore del nostro territorio. Si tratta sicuramente di un unicum a livello europeo e anche lungo tutta la “Via della Seta”, perchè permette di fare manifattura, e che pertanto va comunicato diffusamente per attirare investimenti. Tuttavia va giocata anche la carta che Trieste e la nostra regione sono al centro di un sistema produttivo fatto di numerose eccellenze che all'estero ci invidiano.

Bolzonello gli ha fatto eco sottolineando come solo il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte a livello italiano sono inserite nella classifica delle dieci aree europee più innovative e che pertanto la Regione intende concentrare le proprie risorse maggiormente sui bandi che consentano un ulteriore sviluppo dell'innovazione, della logistica e del sostegno agli investimenti.

Gaiani ha concluso come l'Italia debba ricordarsi più spesso di essere la seconda realtà produttiva d'Europa, ben davanti alla Francia, e quindi avere il coraggio di presentarsi con maggiore forza al mondo cinese, conquistandosi così un ruolo incisivo.